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Come ho aperto la mia azienda grazie ad Instagram

febbraio 15th, 2018 Posted by Instagram, Interviste 0 thoughts on “Come ho aperto la mia azienda grazie ad Instagram”

Articolo scritto da Vittorio Melucci in seguito ad un intervista ad Alberto Travisani.

Come ho aperto la mia azienda grazie ad Instagram – La mia storia.

 

Il mio nome è Alberto Travisani ho 20 anni e sono un imprenditore digitale.

Prima di parlare del “successo” (per me ancora piccolo) che ho avuto con la mia attività, voglio parlarti della mia storia e di come mi sono approcciato a questo mondo da qualche anno ad oggi.

Tutto iniziò dal lontano aprile del 2016, frequentavo l’ultimo anno di Liceo e mio fratello iniziò a parlarmi di Instagram, il social network che aveva iniziato a spopolare tra i ragazzini della mia età.

Attratto dalle spiegazioni di mio fratello e spinto da una certa curiosità, aprii il mio account e iniziai a cercare e seguire amici e conoscenti. Pensavo che non ci fosse nessuno che conoscessi, data l’origine del social, prettamente americano, invece mi accorgo che (quasi) tutti avevano un proprio profilo: amici, conoscenti, parenti… insomma, mi sentivo fuori dal mondo.

 

Tra i banchi di scuola, spinto probabilmente dalla noia durante il ripasso per l’Esame di Stato, tirai fuori lo smartphone e feci una ricerca su Google, dal titolo: “come crescere su Instagram”.

Trovai vari articoli, corsi, guide…uno su tutti catturò la mia attenzione: il corso Instagram On Fire di Dario Vignali e Stefano Mongardi.

Costava 30€, mi sembravano tanti soldi per una spesa su internet, ne parlai con mia mamma a cena, che subito disse: “Ma lascia perdere… son solo dei gran venditori” e così la voglia di acquistarlo calò leggermente.

Mi ha sempre attirato molto l’idea di avere tanti Follower, fare l’influencer, quindi essere pagato ed ottenere gratuitamente prodotti da sponsorizzare sul mio profilo.

Quindi, tralasciando il pensiero di mia madre, qualche giorno dopo lo acquistai, guardai le prime lezioni e scoprii la community di utenti riservata a chi ha acquistato il corso. E finalmente creai il mio profilo.

All’interno della community iniziai a conoscere gente, parlarci (scrivendo) e ad imparare numerose informazioni e strategie riguardanti Instagram.

 

Passati gli esami, mia madre, come al solito, mi spronava a cercare lavoro come bagnino, cameriere, barista… come di fatto facevano i miei coetanei per darsi un po’ da fare. Così, inviai qualche curriculum qua e là ma non trovai nulla.

Dunque mi venne in mente qualcosa…

Non c’era migliore occasione e momento per mettere in pratica tutto ciò che stavo imparando e sto imparando (tutt’ora) “in questo nuovo mondo” e decisi di iniziare a scattarmi foto e a pubblicarle nel mio profilo, con la speranza di crescere sempre più!

Ma presto noto che scattarmi foto e pubblicarle richiedeva tempo ed era diventato quasi un lavoro. Non ne avevo mai voglia, non mi piaceva e non faceva per me.

Conclusa l’estate, iniziai l’università, “Facoltà di Scienze Statistiche: Finanza, Assicurazioni e Impresa”.

Ma dopo qualche mese mi accorsi che non mi piaceva e di andarci sempre di malumore e controvoglia e, soprattutto non era quello che volevo fare, probabilmente era quello che volevano i miei genitori per me.

Comunque, influenzato dai genitori, coetanei e il “senso da nullafacente” mi mossi per cercare lavoro come consegna pizze, cameriere e venditore di biglietti in un cinema. Sentendo giornalmente le citazioni “incoraggianti” di mia madre del tipo:

per forza ti toccano sti lavori qui, a quest’età cosa pensate di saper fare?”

Nel mese successivo, continuai il mio lavoro su Instagram e appurato di non voler lavorare sul mio profilo personale, ne creai un altro, sul tema lusso: chiamato “luxury_at” (at sono le mie iniziali).

Iniziai a postare quotidianamente foto (trovate su internet) di ville, resort, panorami suggestivi e oggetti lussuosi… Applicando tutte le strategie imparate, più che nel corso stesso, parlando con le persone della community di Dario. La pagina iniziò a crescere sempre più velocemente toccando picchi di oltre un milione e mezzo di visualizzazioni settimanali, che si traducevano in decine di migliaia di Like a foto e circa 1.000/2.000 Follower al giorno.

Iniziano ad arrivarmi decine di messaggi da sconosciuti, soprattutto italiani, ma un po’ da tutto il mondo del tipo: “Come fai?” “Potresti darmi qualche informazione”?

Rispondo con calma a tutti cercando di essere il più utile possibile.

 

Nel dicembre del 2016 la mia pagina “luxury_at” conta circa 60.000 Follower. Le richieste aumentano a dismisura. L’università si fa sempre più pesante, inizio a odiarla.

luxury at

La mia pagina ora:

Mentre cresce la curiosità, l’interesse, ma soprattutto la passione per ciò che sto facendo con Instagram, mi viene l’idea di smettere pian piano di dare informazioni e consigli alle persone e di lanciare un servizio a pagamento in cui faccio io quel lavoro per gli altri.

Creo un post nel gruppo Facebook della community in cui spiego, appunto, ciò che vendo.

Iniziano a piovermi letteralmente messaggi di persone interessate al servizio. L’università occupa quasi tutto il mio tempo, cerco di rispondere durante il tragitto in treno e tra una pausa e l’altra durante l’arrivo dei professori.

Inizio a lavorare su vari profili di altre persone, inizialmente un po’ scettiche nel lasciarmi in mano il loro account. (Dopotutto le capivo… perché lasciare nelle mani di un diciannovenne le proprie credenziali?)

Incasso le prime 2-3 centinaia di euro al mese, mi sembrano una barca di soldi, o meglio, la cosa più strana è guadagnare semplicemente utilizzando un computer e una connessione internet.

La cosa inizia a piacermi, faccio qualche soldo semplicemente svolgendo quella che per me è un’attività quasi divertente, non di certo un lavoro.

Nei mesi successivi il mio post inizia a ricevere commenti di persone entusiaste, che lasciano feedback positivi e visibili a tutti.

Curiosità, interesse e passione mi spingono ad approfondire gli studi dietro quel mondo che stavo man mano scoprendo.

Lancio un secondo servizio, che in qualche modo completi il primo. Per testarlo (per alcuni giorni) lo offro gratis a quelli che erano già miei clienti da dicembre. Riscuote grande successo, ben oltre le aspettative e le richieste aumentano, anche trenta persone al giorno.

Arrivo ad Aprile 2017 ad un anno dal quale tutto è iniziato, sommerso dai messaggi privati, rispondo tardi alle persone, addirittura 2 settimane dopo.

Perdo così gran parte dei nuovi contatti interessati ad acquistare i servizi. Inizio ad alzare i prezzi da una cinquantina di € ad account a circa cento.

Gli esami universitari sono alle porte (di fatto ero impreparato), l’ansia aumenta, alimentata dal mio non studiare per dedicarmi alla mia attività, oltre che da mia madre (laureata e masterizzata…).

Rifletto su quello che posso fare della mia vita… da un lato l’università, quella che per tutte le persone che mi circondano rappresenta il futuro, l’unica strada per trovare un lavoro appagante e avere successo. (Ne dubitavo fortemente… studiare mi annoia terribilmente e quella non poteva essere l’unica strada possibile per il mio successo personale… inoltre non ero così sicuro che lavorare per altri, quindi alle idee e interessi altrui fosse ciò che volevo. Per la mia testa iniziavano a divagare questi pensieri…).

Dall’altro un vero e proprio “divertimento produttivo”. Guadagnare soldi divertendomi e ottenendo la felicità e soddisfazione delle persone, quasi felici di spendere soldi per il tipo di lavoro che facevo sul loro profilo.

Prendo la decisione di lasciare gli studi, contro tutti, praticamente contro la società che quasi impone, soprattutto a chi come me ha fatto il Liceo Scientifico, di laurearsi. I miei genitori non sono d’accordo ma se ne fanno una ragione.

A maggio del 2017, mi contatta (inaspettatamente) Stefano Mongardi, creatore del corso e della community, imprenditore d’indiscusso successo che oggi lavora e vive a Los Angeles, chiedendo di comprare i miei servizi per il suo profilo Instagram. Ero felice e onorato della richiesta ma comunque una domandina me l’ero fatta…: “Perché il creatore del corso Instagram più venduto in Italia viene a chiedere a me di aiutarlo proprio su Instagram?”

Pensieroso ma allo stesso tempo entusiasta, accetto la proposta. Il suo profilo inizia a crescere forte (anche grazie alla popolarità di Stefano), si parla di circa 500 Follower al giorno con picchi di 700/800.

Inizio a sentirmi quotidianamente con Stefano che, oltre a mostrarsi riconoscente per il lavoro svolto, mi dà numerosi suggerimenti e spunti utili per la mia crescita personale e professionale.

Un paio di settimane dopo mi chiederà di lavorare insieme gestendo alcuni profili di celebrità e brand americani, fornendo loro un servizio più evoluto, venduto a circa 8 volte le cifre che stavo chiedendo io in Italia.

La cosa si fa sempre più interessante quanto ingestibile.

Rimango sveglio giorno e notte a studiarmi e approfondire le strategie di crescita per sviluppare account, fare test, confrontarmi con le persone, rispondere a tutti i messaggi, mail e telefonate. Tutto arriva da tutt’Italia, oltre che dagli Stati Uniti grazie a Stefano.

I guadagni si fanno importanti senza che nemmeno me ne accorga, di fatto sono l’ultima cosa che mi interessa. Non perché non mi interessino, anzi, ma per me ora l’importante è fare bene, rimanendo concentrato su ciò che sta succedendo, ai soldi penserò dopo. Posso anche guadagnare grosse cifre, ma se non ripago la fiducia delle persone che fin da subito si sono fidate di me che mi scrivono ogni giorno per complimentarsi e che pure mi pagano per fare quello che mi piace, non vado da nessuna parte.

 

Invece voglio cavalcare l’onda e non perdere quest’occasione che mi sta stravolgendo (in positivo ovviamente) la vita in brevissimo tempo.

In estate penso: ok il “lavoro” e tutto ma… nella mia vita sto trascurando letteralmente tutto il resto.

“Assumo” due miei amici che possano aiutarmi, nel giro di qualche settimana insegno loro la parte operativa, così che possa rifiatare e godermi un po’ l’estate. – Chiaramente loro non sono me, soprattutto dal punto di vista strategico non riescono a gestire i clienti, ma per un paio di mesi tiriamo avanti.

L’enorme soddisfazione è poter stare ogni giorno al mare senza pensieri fastidiosi (come l’ansia per gli esami), sapendo pure di guadagnare, mi accorgo che i miei coetanei non ci sono, sono tutti impegnati con l’università o con lavori vari stagionali, come bagnino, barista, cameriere.

Apro un’impresa individuale, sono ufficialmente registrato come imprenditore, sono in regola e posso fatturare alle aziende che lo richiedono.

La gente della community mi conosce, i contatti mi generano altri contatti che si fanno via via sempre più interessanti, arrivando a calciatori, Fiorello, Borghese, celebrità e musicisti americani e non.

Ricevo sempre più spesso richieste da clienti ma anche da chi vorrebbe lavorare con me, chi mi invita in vari posti per l’Italia, chi mi propone la scrittura di un libro, chi mi chiede interviste (per esempio a Mediaset).

Inizio così ad incontrare fisicamente quelle che per me erano fino ad ora “persone digitali”.

 

Inizio a offrire altri servizi digitali, non solo realizzati da me come Instagram, ma anche Facebook, siti web e grafica, grazie a quelli che, dopo qualche chiacchiera e collaborazione, sono divenuti validi collaboratori.

 

Finita l’estate mi concentro totalmente sulla crescita della mia attività, tutt’oggi giro sempre di più, passo settimane tra Roma e Milano per incontrare persone, clienti e collaboratori per nuovi progetti e tutti quelli a cui racconto la mia storia ne sono entusiasti.

Ultimamente mi è stato chiesto di tenere uno speech all’Università di Reggio Emilia, in cui ospitano casi imprenditoriali di successo, e dove sarò il più giovane relatore.

Sono anche stato candidato per parlare a TED-X giovani Cesena e per me è un grande onore portare la mia storia ad un evento simile.

Ci tengo a ringraziare tutte le persone incontrate in questo percorso  (che sono davvero tante) che mi hanno portato in poco tempo ad essere uno dei più giovani imprenditori digitali del panorama italiano. Senza il loro contributo tutto questo non sarebbe mai nato.

Suggerimento importante…

Lavora con le tue passioni e sarà come non lavorare mai, produrrai molto di più e ti godrai la vita guadagnando con quello che ti piace fare.

Articolo scritto da Vittorio Melucci in seguito ad un intervista ad Alberto Travisani.

[INTERVISTA] Dal cibo al business con Instagram

ottobre 27th, 2017 Posted by Interviste 0 thoughts on “[INTERVISTA] Dal cibo al business con Instagram”

Questa è la testimonianza da parte di una nostra cliente, Francesca Baruffaldi, che è partita da zero fino a trovare le prime collaborazioni con aziende produttrici e nel settore con ristoranti e hotel.

Alberto: Ciao Francesca, ti va un po’ di iniziare parlando di te?

Francesca: Certo Alberto, ciao a tutti.
Mi chiamo Francesca e gestisco il profilo Instagram @veganworld.byfranci
Non da molto mi trovo nel mondo di Instagram proprio perché ne ho apprese le potenzialità dello stesso solo recentemente.
La mia idea era di pubblicizzare la mia attività da personal chef e poter aumentare le collaborazioni sia in Italia sia all’estero.
Ho cominciato da autodidatta gestendo un profilo che cresceva molto lentamente.
Ero arrivata a Marzo a raggiungere 1000 followers dopo già qualche mese di attività e ovviamente il mio obiettivo era estrematamene lontano.
Per fortuna essendo iscritta a vari gruppi di Instagram su Facebook sono venuta a conoscenza del servizio che propongono Alberto e il suo team.
Dovuto sicuramente a molta curiosità di cosa potesse cambiare rispetto ai servizi di cui facevo uso, ho iniziato una collaborazione di un mese.

Alberto: Avevi particolari paure prima di affidarci il tuo profilo?

Francesca: Il mio timore principale era spendere una cifra superiore a quella che potesse valere il vostro servizio, per poi non avere un rientro che ne valesse veramente il prezzo… beh, non è stato così, anzi, tutt’altro!
Ho cominciato a crescere in maniera molto soddisfacente raggiungendo in tempo che nonavrei mai immaginato prima i 10K Followers.
Ma non voglio parlare solo di numeri e followers, il mio profilo è cambiato nettamente soprattutto grazie ai consigli tuoi consigli e grazie alla tua costante disponibilità a risolvere ogni mio dubbio (Qualità delle immagini, nome del profilo ecc.).

Alberto: Hai ricevuto qualche collaborazione?
Francesca: Con lo sviluppo del profilo, ho avuto la mia prima collaborazione con un marchio di cibi biologici e soprattutto sto riuscendo a farmi conoscere sempre di più e ad avere sempre più contatti per possibili future collaborazioni che vanno poi al di fuori del mondo Instagram.
Ad oggi mi trovo con 25.000 Follower ed un profilo di cui vado molto fiera.
A breve aprirò il mio blog e il mio obiettivo sarà trasferire l’utenza che ho su Instagram sul blog con il vostro servizio PREMIUM. Sono sicura che anche li con le modalità giuste e le strategie consigliate da AT Group avremo ottimi risultati.
Ringrazio tutti quelli che hanno avuto tempo di poter leggere la mia testimonianza.

Un saluto,
Francesca

P.S. non dimenticatevi di seguirmi 😉 @veganworld.byfranci

[INTERVISTA] Al Personal Trainer Luca Pieri

ottobre 27th, 2017 Posted by Interviste 0 thoughts on “[INTERVISTA] Al Personal Trainer Luca Pieri”

In questa intervista Luca Pieri, nostro cliente, ci ha affidato il profilo e insieme abbiamo avuto risultati strabilianti.

Luca è un Personal Trainer ed è riuscito a incrementare le sue vendite in ambito locale e non.

Alberto: Quale era la paura più grande che avevi prima di affidarci il tuo profilo? Come ti sentivi prima di contattarci?

Luca: Prima di affidare il mio profilo sinceramente avevo un po’ di paura che mi fosse fatto del danno più che altro ma alla fine ho potuto constatare che ho a che fare con persone serie e affidabili.

Alberto: Quale situazione volevi assolutamente risolvere e migliorare? Perché?

Luca: Il mio obbiettivo era quello di incrementare la mia visibilità sui social, in particolare Instagram che è quello del momento, in modo da avere una sorta di pubblicità più ampia per quanto riguarda il mio lavoro di personal trainer.

Alberto: Come ti senti ora grazie al nostro servizio? Che risultati hai raggiunto?

Luca: Ora grazie a questo servizio posso affermare che mi ha aiutato alla grande a raggiungere quello che
cercavo, ho triplicato la gente che mi contattava per lavoro!!
Mi ha letteralmente dato una spinta enorme che mi ha permesso di incrementare esponenzialmente la mia visibilità online, ed offline!

Alberto: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Credi di farcela? Perché?

Luca: E grazie anche a questo servizio posso raggiungere il mio più grande obiettivo (e sogno) che è quello di aprire una struttura mia a Milano!

Alberto: Ottimo Luca, ti ringrazio per questa testimonianza, ci sentiamo presto per un aggiornamento sui risultati e in bocca al lupo!

Luca: Certo, grazie a te e anche al team di AT Group!

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da 1000 a 30000 followers su instagram

[INTERVISTA] Da 1.000 a 30.000 followers su Instagram con Gabriele Serra

ottobre 11th, 2017 Posted by Interviste 0 thoughts on “[INTERVISTA] Da 1.000 a 30.000 followers su Instagram con Gabriele Serra”

Eccoci qui con Gabriele Serra!

In una intervista in cui scoprirai la sua storia e come è riuscito a trovare le prime collaborazioni utili a ricevere compensi e maggiore visibilità su Instagram.

Da 1.000 a 30.000 followers su Instagram

Ti consiglio di leggerla tutta di un colpo, è fantastico vedere come alcune persone riescono a vivere delle proprie passioni con un social network.

Partiamo con qualche domanda banale e veloce.

Alberto: Chi Sei e Cosa fai?

Gabriele: Sono Gabriele, ho 25 anni e ho due grandi passioni: la fotografia e il viaggio. Vivo in Sardegna ma in realtà non ci vivo, col corpo si ma con la testa sono alla ricerca del prossimo viaggio. Amo con un click, immortalare momenti e posti di quello che vedo. Attraverso le mie foto cerco di raccontare il mondo per come lo vedo io.

Alberto: Quando e perché hai deciso di aprire un profilo Instagram?

GabrieleHo aperto il mio profilo instagram nel 2014. Nonostante sia un appassionato di fotografia da tanti anni, all’inizio non gli ho dato molto peso. Nell’ultimo anno però ho letto e studiato tanto. Ho capito che poteva diventare qualcosa di serio, un lavoro.

Il mio obiettivo era quello di diventare un influencer nella nicchia Travel(viaggi e turismo) e fotografia. Ho scelto di focalizzarmi sulle mie 2 passioni più importanti, sono stati i primi passi per definire il mio percorso di crescita. 

NOTA: se non sai quanto è importante scegliere una nicchia in cui focalizzarti, dai un’occhiata a questo articolo.

Alberto: Sei arrivato al tuo obiettivo? Quanti followers hai ora?

Gabriele: Non ancora, ma sono sulla buona strada, quando ho iniziato avevo 1000 followers, ora ne ho quasi 30.000. Tutt’oggi posto regolarmente foto prese dai miei viaggi oppure foto di paesaggi che vorrei visitare. Sono un appassionato di fotografia per cui cerco anche di lasciare il mio tocco personale.

Qui una foto di Gabriele dal suo profilo gabo_Serraa direttamente dalla Sardegna:

da 0 a 30000 followers su instagram gabo serra

Alberto: Parliamo ora del tuo percorso con AT Group, quale era la paura più grande che avevi prima di affidarmi il tuo profilo?

Gabriele: Allora, oltre a mettere dei bei contenuti sulla mia pagina avevo bisogno di un’automazione, di qualcuno che facesse le cose al posto mio senza doverci perdere chissà quanto tempo ed è capitato a pennello il tuo servizio. 

All’inizio, quando mi hai spiegato tutto, ero un po’ scettico avevo paura di buttare i soldi e tempo invece mi sono dovuto ricredere. Collaboro con te da circa tre mesi e posso dire che è stato il mio miglior investimento degli ultimi anni.

Ho avuto un aumento di circa 29.000 followers  tutti ben targhetizzati e inoltre ogni giorno ne arrivano di nuovi.

AlbertoCome ti senti ora grazie al mio servizio? Che risultati hai raggiunto?

Gabriele: Oltre ad un aumento di popolarità, ci sono altre tre cose fondamentali che sono successe grazie a questo servizio:

Sono cresciuto molto più velocemente di quando provavo a farlo io manualmente o con un bot.

La più importante, ho iniziato a collaborare da qualche mese con diversi brand, alcuni mi mandano prodotti gratuiti da promuovere mentre con altri ho intrapreso collaborazioni retribuite. Infatti con tutti i prodotti che ho ricevuto mi sono ripagato l’investimento fatto in questi mesi. Se avessi acquistato tutti i prodotti che mi son stati mandati avrei speso sicuramente molto di più che quello che ho speso col servizio crescita di Alberto. 

Un’altra cosa fantastica è che adesso, quando scrivo a qualche azienda per collaborazioni o altro, quasi sempre ricevo una risposta positiva da parte loro.

Alberto: Sono contento tu abbia avuto risultati. Ti va di parlarci di qualche collaborazione? Magari la prima e l’ultima?

Gabriele: Certo, la prima collaborazione l’ho fatta con un negozio di taccuini da viaggio su Amazon. Mi hanno contattato e in cambio di qualche post con i loro prodotti ho ricevuto un compenso. Mi sono impegnato a creare contenuti sul tema “scrivere un viaggio”.

L’ultima invece riguarda un drone. L’ho ricevuto in prestito per un mese per testarlo e creare contenuti da pubblicare sul mio profilo. E’ stato molto divertente, peccato che a giorni dovrò restituirlo…

AlbertoQuali sono i tuoi prossimi obiettivi Credi di farcela? Perché? 

GabrieleIl mio obiettivo è continuare questo servizio per ampliare il mio pubblico e riuscire ad entrare nel mondo travel. Penso di riuscirci visto che sto ricevendo un buon feedback e più il pubblico reale a cui si parla è grande, più credibilità si ha quando ci si candida per collaborare con grandi aziende. Il tasso di engagement (reazioni ai post) è davvero importante! 

In più ho aperto un blog e penso mi sarà utile per descrivere nel complesso i miei viaggi.

Alberto: Va bene Gabriele, ti ringrazio per la tua testimonianza. Sicuramente continueremo ad avere grandi risultati. Alla prossima.

Gabriele: Grazie a te Alberto per tutto. A presto

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